14 Marzo 1995 – Columbia Records

14 marzo 1995
Arrivò nei negozi di tutto il mondo Above il malinconico ma essenziale album dei Mad Season. È il pilastro indiscusso del Seattle sound.
Questo lavoro discografico sembrava aver acceso una luce di speranza in quell’inferno tetro nel quale Layne era caduto. Fu importantissimo perché riavvicino il nostro con il resto della band degli Alice In Chains.
L’album rappresenta un uomo che non prova vergogna per i suoi problemi, li vuole smascherare cercando di superarli.
“Svegliati, ragazzo. È ora di svegliarsi. La tua relazione amorosa deve finire per dieci lunghi anni, dieci anni a raccogliere le foglie, un lento suicidio non è la strada da percorrere. Blu e grigio il cielo nuvoloso, non sei un pazzo, stordito e indebolito dall’oscurità che avanza. Un’infezione che si propaga“
L’apertura è affidata a Wake Up, un blues intenso, che è la confessione di Layne volta a zittire chi, senza alcuna coscienza, sparava a zero sul suo stato, giudicandolo. Parlare di sola dipendenza e omettere sempre la volontà o determinazione a combatterla è semplicemente squallido.
X-ray Mind è un diamante di elettricità. Il testo è criptico ma il riferimento alle incomprensioni che hanno portato lo scioglimento degli Alice in Chains è tangibile in ogni strofa. “Tu, loro, voi o cosa, pensavo che sareste stati onesti, non puoi mai liberarti di me di te stesso. Vedo la maggior parte di quello che penso, ho paura di battere le palpebre, non mi muovo neanche, svuotandomi lentamente“.
Signore, è una tempesta ed io sono diretto verso la caduta
Senza alcun calo di emozioni si arriva ad una gemma rara, un inno per chi ama il grunge, River of Deceit è una ballad sofferente e rappresenta il punto cardine dell’opera. Noi siamo proprietari della nostra vita e del nostro destino, e siamo gli unici responsabili della nostra sofferenza.
“Il fiume dell’inganno tira via, l’unica direzione dove fluiamo è in basso. Giù, sempre più giù“
Il dolore è una distrazione della mente, distoglie il pensiero e crea agiatezza per evitare di agire, e questo conduce alla depressione. Un mare di emozioni dove annega la sofferenza di Layne.
“Per uno spazio chiaro e un buono stato mentale vi ho lasciati giocare con me per un po’ di tempo. Uno può solo ricevere e trattenere le bugie che recitate a vostro profitto. Così fate affidamento sulla mia fede, o preferite continuare a fingere che io sia cieco. Dite che ho reso la vostra vita un inferno, però mi avete fatto pagare il fatto che sono caduto” I’m Above inizia con il riff di Mike McCredy fino a che non arriva Mark Lanegan che è un tappeto rosso per Layne. Il testo è un nuovo riferimento ai protagonisti dietro la rottura degli AIC.
L’attacco è rivolto ai compagni, manager e etichetta discografica, dove unico obbiettivo è quello di monetizzare, minimizzando i problemi personali degli artisti che sono secondari. L’ultima strofa sembra essere riferita a Demri e a lui stesso.
L’unico momento di calo, se così si può definire, è rappresentato da Artificial Red e ci può stare visto le scariche emotive finora donate dal gruppo . Il testo racconta le giornate malate di Layne Staley, abbandonato a se stesso nell’isolamento casalingo. Purtroppo questo sarà anche una premonizione del suo futuro.
La coppia Lifeless Dead e l’elettrica I don’t know Anything è la sintesi perfetta dell’amore tradito, delle false speranze e delle finte promesse. La rottura con Demri, quei sogni mai realizzati e infranti perché sotterrati da cumuli della dipendenza.
Con tanta sofferenza scaricata nell’anima, giungiamo al gioiello perfetto dei Mad Season e forse anche dello stesso Staley, che qui viene accompagnato in modo perfetto dall’amico Mark in un chimica unica e intensa. Long Gone Day è un riferimento esplicito e malinconico a quei giorni andati, di quando si è adolescenti e spensierati. Dove senti che il mondo puoi dominarlo, per poi accorgerti tristemente di essere dominato.
Il ritornello e’ un esplosione improvvisa di Layne, che spezza il quasi parlato di Lanegan. Un sax accompagna il nostro in una cavalcata imperiosa di una perfezione allo stato puro.
“Ho ancora paura, come allora, ho perduto la strada, e grido a Dio di portare il mio giorno di sole“
November Hotel è un pezzo strumentale, che da l’impressione di attraversare un tappeto di fiori, per poi scacciarli via in un finale che cresce sempre più forte in modo quasi rabbioso.
La conclusiva All Alone è come assistere a una lunga preghiera in una stanza illuminata da poche candele. Sembra la perfetta colonna sonora della fine di un epoca, di quello che è stato il più grande movimento culturale e rock della storia.
Ascoltarla è come avvertire la presenza dinnanzi a noi di Kurt Cobain che fuma e parla con Tad Doyle, Andrew Wood che ride, un Eddie Vedder con il cappellino all’indietro che gioca con Chris Cornell, Mark Arm che beve una birra insieme a Jeff Ament e Stone Gossard, mentre King Buzzo brinda con Mike Starr e Layne Staley abbracciato a Mark Lanegan e Jerry Cantrell cerca di intonare una canzone, tra le risate dei presenti. Quella candela lentamente si consuma e si spegne, lasciandoci una lacrima che riga il nostro viso.

L’album è stato registrato nel 1994 ai Bad Animals Studio di Seattle
Produttore e mixer Brett Eliason, Mad Season. Singoli “River of Deceit”, “I Don’t Know Anything” e “Long Gone Day”
-29 Aprile 1995-
Il concerto dei Mad Season tenuto al Moore Theatre fu leggendario e inspiegabilmente intenso. L’interazione con il pubblico fu massima e vide un Layne di ottimo umore, nonostante portasse addosso i segni indelebili della sua infinita battaglia contro l’eroina. La performance vocale e l’incontenibile gioia della platea hanno consegnato alla storia un evento in cui una band nata quasi per caso ha toccato vertici emotivi talmente alti che può essere definita quasi una musica spirituale quella dei Mad Season….
Layne Staley non ebbe neanche il tempo di scendere dal palco del Moore che era già atteso dagli Alice in Chains per lavorare al nuovo attesissimo album. La macchina senza cuore dello star system era pronta a ingoiare nuovamente la band…..
Above Ristampa
A distanza di diciotto anni, l’album verrà ristampato in un’edizione deluxe estesa, formata da un boxset di tre dischi: due CD e un DVD. Include l’ album originale rimasterizzato e arricchito con cinque bonus track provenienti dalle sessioni di registrazione del secondo album della band (quattro originali e una cover di “I don’t wanna be a soldier” di John Lennon) un doppio disco incompiuto, che prevedeva Mark Lanegan alternarsi alla voce con Staley. Un live datato 29 aprile 1995 contenente l’ultima performance dei Mad Season al Moore Theatre di Seattle. Il DVD contiene filmati di quest’ultimo concerto, di un’esibizione tenuta allo storico RKCNDY la notte di capodanno sempre del ’95 e di altre due esibizioni radiofoniche targate Self-Pollution Radio, celebre programma in cui Eddie Vedder vestiva i panni da DJ.
- Wake Up
- X-Ray Mind
- River of Deceit
- I’m Above
- Artificial Red
- Lifeless Dead
- I Dont’t Know Anything
- Long Gone Day
- November Hotel
- All Alone
- Interlude
- Locomotive
- Black Book of Fear
- Slip Away
- I Don’t Wanna Be a Soldier Mama
Smell of Grunge
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