Seattle dormiva ancora, un silenzioso post sbornia di tutti gli eventi notturni underground che la circondavano e ormai la caratterizzavano. Tad Doyle era riverso nella bava che lasciava un sentore di umidità che accarezzava il suo volto grosso e goffo affondato nel cuscino del letto di quello che poteva definirsi un posto umile dove sopravvivere.
La sua notte era stata devastante, la band aveva suonato e spaccato troppo, ricordi nitidi non ne aveva più e ringraziava il destino che nella sua band ci fosse uno come Gary Thorstensen che non beveva e manco si drogava, era lui che si caricava la band per accompagnarla a casa dopo ogni live. Gary detestava quella robaccia, non condivideva gli eccessi e condannava gli altri membri, anche se sapeva che quando si lamentava i suoi interlocutori erano in un altro pianeta lontanissimo dalla terra.
Tad si alzò in tarda mattinata, aveva i capelli attaccati sul volto, e non ricordava da quanto tempo non li lavava, la tuta era la stessa che aveva indossato la notte precedente e si accorse di avere ancora le scarpe, cazzo aveva preso sonno senza accorgersi di nulla. Passandosi una mano nelle ciocche di capelli che gli coprivano la visuale, si accorse che aveva riposato su un letto totalmente sfatto.
Se la rise e andò nel piccolo cucinino.
Si preparò un tazzone di latte freddo, senza curarsi minimamente della scadenza o da quanto tempo giacesse inerme nel frigo.
Mentre beveva si ricordò che aveva un appuntamento con un agenzia per creare una locandina che promuovesse il tour di inhaler, l’ultima fatica del gruppo.
Decise di darsi una sistemata e rendersi minimamente accettabile, vagava sbandando per quel piccolo posto lugubre e inizio’ quasi involontariamente a pensare come fosse arrivato fino a quel punto, di quanto credeva che ora poteva essere il momento buono per cercare di spiccare quel fottuto volo artistico che lui e la sua band volevano da tempo e che per vari e assurdi giochi del destino era sempre saltato. Apri la fontana nel bagno per lavarsi e si guardò le mani grosse e grasse, e si ricordò quando faceva il macellaio in quella topaia fetida e disgustosa.
1988
L’accetta spaccava in due le ossa di quel pezzo di carne che sporcava ulteriormente quel piccolo marmo sotto di esso incrostato di sangue. Tad teneva salda la mano sul pezzo e pensava che quel fottuto lavoro doveva prima o poi abbandonarlo, lui desiderava semplicemente godersi la notte, suonare con la sua band e cazzeggiare il più possibile, poi se qualche Dio gli voleva fare un miracolo facendogli guadagnare qualche dollaro era ben accetto.
Quando venne sera, la sua frustrazione era arrivata all’eccesso, il turno era quasi finito quando si accorse che fuori c’era la sua band che lo aspettava in quel furgone blu preso da una concessionaria fuori città che doveva solo demolirlo. Strofino’ le mani sul grembiule bianco e sbuffo sui capelli lunghi e unti che gli coprivano gli occhi, affacciandosi dalla bottega saluto’ i ragazzi e decise che doveva agire.
Slaccio’ il grembiule imbrattato di sangue e lo lancio’ verso il suo capo che era seduto dietro la cassa, quest’ultimo lo guardò alzando gli occhi appena dai suoi occhiali color marrone per capire come quel ciccione si era permesso di fare un gesto simile.
Non ebbe neanche il tempo di realizzare, che tad doyle gli dedicò un vaffanculo muovendosi in maniera imbarazzante, come a voler simulare un balletto maldestro e voltandogli le spalle. Sali’ sul furgone che accelerando provocò una nuvola di fumo vistosa che si dissolveva nell’aria.
Tad ne aveva combinata un’ altra, ma era più carico del solito, era come se si fosse liberato di una catena che gli bloccava la vita.
Il “grunge” stava esplodendo e Tad doyle non voleva farsi trovare impreparato, la vita nei locali era diventata la sua linfa e ora doveva anche stabilire con gli altri il nome della band : semplice e diretto “TAD”.
La musica che proponevano era una sorta di miscuglio del primissimo metal degli anni 70, questo li poneva in netta differenza rispetto agli altri gruppi che stavano man mano sorgendo nella città smeraldo. L’abbigliamento, era quello trasandato, un vero e proprio dogma che i Tad rispettarono fino alla fine senza mai snaturarsi, vale a dire camice a quadri, pantaloni da tuta e scarpe di boscaioli.
Arrivò come un treno ad alta velocità l’epoca che seppur durò poco, strizzò all’osso Seattle e cambiò per sempre il mondo dal punto di vista musicale, e in questa folle velocità chi conduceva aveva un nome : sub pop.
L’etichetta che scovava band nei posti più impensabili e lugubri della città smeraldo era diventata una vera e propria religione per chi desiderasse incidere i propri demo e vedere, seppure parzialmente, realizzato un sogno, la pubblicazione fisica del proprio materiale.
Sia chiaro, chi firmava con la sub pop, all’epoca, non snaturalizzava il suo essere underground, anzi lo accentuava agli occhi dei pochi adepti che si ritrovavano ai live, perché voleva dire di avere qualche qualità, di poter ascoltare musica “di un certo tipo e livello”.
Nel 1989 i tad firmeranno per l’etichetta e pubblicheranno il loro primo album : “GOD’s BALL”, il produttore fu Jack Endino, una garanzia.
Negli uffici della sub pop c’era un via vai di artisti e di postini che consegnavano casette contenenti i sampler di tanti gruppi, il telefono squillava come negli uffici di borsa, e le segretarie sembravano delle semplici centraliniste esaurite. In quel trambusto Tad doyle e la sua band aspettavano su delle sedie comode che qualcuno li chiamasse per capire anche il da farsi per pubblicizzare il disco appena uscito.
Quando furono chiamati, entrarono in una stanza fatiscente dove erano presenti anche altri tre ragazzi che da poco avevano pubblicato un disco dal nome : bleach. I due gruppi si sedettero vicini, in realtà già si conoscevano e avevano condiviso qualche serata nei locali di Seattle. Il frontman era l’opposto di Tad doyle, magro e vestito con indumenti presumibilmente usati, sembrava avere uno sguardo perso e impaurito, quasi a voler trasmettere insicurezza, i suoi occhi color azzurro sembravano parlare, le sue movenze sembravano raccontare un malessere cronico.
Fondo di tristezza che si attaccava addosso. I Tad furono scelti dalla sub pop come gruppo spalla per aprire i loro concerti.
Tad era felice, entusiasta e affamato, entrambe le band si recheranno subito dopo in un fast food per cenare e brindare con qualche birra a quel divenire che sembrava davvero promettente.

Smell of Grunge
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