Nirvana – Nevermind

24 Settembre 1991 – Geffen Records

Era una sera di fine estate del 1991 quando il giovane Kurt fece ascoltare a tutto volume il secondo album che aveva registrato con i Nirvana, band che aveva messo insieme a Krist Novoselic e David Grohl. Nevermind sarebbe uscito da lì a poco, precisamente il 24 settembre 1991, e quello che accadde cambiò la storia della musica per sempre.

Nessuno era ancora pronto per quello, non lo era il mondo e sicuramente non lo era Kurt Cobain. La stessa etichetta Geffen Records aveva fissato come goal la soglia delle 250.000 copie vendute, ma le superò abbondantemente arrivando a più di 24 milioni di copie in tutto il mondo.

Fu un album dai molti record, superando in classifica anche Michael Jackson, divenendo il simbolo di una generazione e di maggior successo del grunge, che lanciò definitivamente il sound di Seattle nell’universo rock. Il valore iconico iniziò già dalla copertina: un neonato immerso in una piscina che insegue un dollaro appeso a un amo, come critica al capitalismo americano.

Già all’epoca i Nirvana vennero duramente criticati per aver usato l’immagine di un bambino nudo, accusandoli di pedopornografia e sfruttamento di immagini di minori per attirare l’attenzione, cosa lontanissima dalla realtà, in quanto per Cobain le cattive intenzioni sono negli occhi di chi guarda.

Composto da dodici tracce, più una fantasma, fu registrato presso i Sound City Studios, in California, con un budget di 65.000 dollari sotto la direzione del produttore Butch Vig. Il lavoro non filò sempre liscio, richiese un grande impegno e sforzo da parte dei ragazzi, soprattutto di Kurt, ore e ore di sessioni, testi ultimati poco prima della registrazione e divergenze di vedute.

Tutto ciò che poteva far risultare il suono troppo pulito era disapprovato dal frontman. Fu difficile perfino ottenere delle backing vocals da Cobain che alla fine si decise a incidere la propria voce a più strati, come aveva già fatto anche il suo idolo John Lennon.

L’album suonò effettivamente troppo “pop” per i gusti dei Nirvana e spesso fu motivo di imbarazzo per aver smussato i lati più sporchi e rudi del punk e per averne tradito lo spirito.

Ma al pubblico piacque eccome e aprì le porte del mainstream a tutto l’universo grunge, facendo avvicinare al genere anche i più riottosi. Per questo motivo, Nevermind è considerato un disco di fondamentale importanza, una sorta di giro di boa da cui l’industria musicale non tornò più indietro; il punto di svolta che il nuovo genere forse temeva, ma che meritava. Il singolo che permise al disco di porsi all’attenzione delle nuove generazioni fu Smells Like Teen Spirit, un riff che all’inizio non convinse il resto della band, ma che poi diventò iconico.

Anche la storia dietro il titolo è rimasto nella leggenda: Kurt si ispirò a un graffito della sua amica, Kathleen Hanna, cantante delle Bikini Kill. La ragazza scrisse sul muro “Kurt smells like teen spirit” (“Kurt profuma di Teen Spirit”) dopo una nottata di alcol proprio in compagnia del frontman. Il “Teen Spirit” era un deodorante che utilizzava l’ex-ragazza di Kurt, Tobi Vail. Il cantante però non lo sapeva e lo interpretò come un complimento a proposito del suo senso di ribellione e del suo spirito giovanile e punk, la stessa interpretazione che ne fece il pubblico. Il pezzo diventò un manifesto della insofferenza giovanile degli anni ‘90.

Critici e fan cominciarono a interpretare le parole di Kurt alla ricerca di ogni significato nascosto. Il video fu mandato a rotazione continua su MTV e fu un vero e proprio fenomeno di costume. Montato direttamente da Cobain stesso, vedeva la band esibirsi in una palestra di una scuola sotto gli occhi di un gruppo di studenti annoiati, con delle cheerleader con la lettera dell’Anarchia sulle divise.

Il brano seguente è In Bloom, uscito anche come singolo, è costruito sul consueto schema del contrato tra parte melodica dolce e lenta e una parte più forte e aggressiva. È una critica ironica verso coloro che ascoltano musica underground senza capirne il vero significato. Fu scritta come una canzone punk, che poi Kurt rese più pop. Anche nel video c’è un forte senso di autoironia, con la band che si esibisce come in un programma degli anni ’50, alternando immagini in cui vestiti da donna distruggono la scenografia e gli strumenti, come fanno sempre nei loro live.

Il video è volutamente cupo, per non risultare troppo patinato. Una targa con il titolo della canzone è stata messa all’entrata di Aberdeen, per accogliere il visitatore nei luoghi di infanzia del cantante. Ma molti dei problemi di Kurt sono nati proprio in seguito alla mentalità retrograda del posto in cui ha vissuto.

La successiva Breed, dal ritmo molto energico, ci riporta ai tempi del 1989 e al il tour in Europa dove è stata scritta con il nome Immodium, dal medicinale che prendeva Tad Doyle, cantante dei Tad, nonché amico di Kurt, contro i problemi gastrointestinali di cui soffriva. È una canzone di difficile interpretazione, con versi e ritornello che si ripetono fino a dare un effetto di ipnotico, e probabilmente parla di quanto sia difficile prendere certe decisioni.

Il terzo estratto come singolo è Lithium e ha dato non pochi problemi al batterista nell’esecuzione. Pare sia ispirata alla storia di un ragazzo che cerca conforto nella religione dopo la morte della ragazza. Non è escluso che sia anche autobiografico. Il brano successivo fu oggetto di polemiche perché ne venne interpretato male il senso. È una denuncia verso lo stupro, raccontato tramite il punto di vista dell’aguzzino stesso.

Polly fu ispirata da un vero fatto di cronaca: una quattordicenne di ritorno da un concerto fu rapita, legata e stuprata per giorni da un uomo adulto. Tecnicamente fu piuttosto difficile da registrare, tanto che poi Cobain la suonò con un chitarra acustica al resto della band. Al minuto 1.45 Kurt anticipa l’attacco della canzone con il verso “Polly sayd”, ma fu un errore che lo divertì molto e decise di tenerlo e di cantarlo anche nei live.

Territorial Pissings è uno di quei brani nato per la gioia di fare rumore e divertirsi. È costruito su tre accordi e si apre con Krist Novoselic che urla: “Come on people now smile on your brother everybody get together, try to love one another right now”, una dichiarazione di amore incondizionato che fa da introduzione a una scarica elettrica di chitarra. Il testo appare fumoso nel significato e questo ha indotto Kurt a dichiarare che spesso usava mettere insieme delle parole senza senso, seguendo solo il flusso della rabbia e della musica, mentre critici e giornalisti si affannavano a cercare significati nascosti.

Probabilmente è così come dice il frontman, ma potrebbe anche essere una delle solite dichiarazioni di Cobain per confondere il pubblico. Intanto si può notare un verso che conferma la sfrena cultura femminista del rocker: “Never met a wise man. If so it’s a woman” e poi sembra voler dire che bisogna combattere per sopravvivere in una società malata.

Uno dei brani preferiti di Kurt del disco è Drain You, che amava più di Teen Spirit ed è anche la traccia con più sovraincisioni, sulla quale suona in modo molto più pulito rispetto alla versione originale. Anche qui il contrasto tra le linee più melodiche e quelle più ruvide è molto marcato.

L’ennesima canzone che parla della relazione di Kurt con Tobi Vail è Loung Act, la cui esecuzione è più simile a una band di lounge bar, inteso in senso ironico. C’è un crescendo nella musica e nella voce che risulta molto godibile, dà una carica pazzesca all’ascoltatore.

Stay Away, che inizialmente si intitolava Pay To Pay, non piaceva al gruppo, ma era un pezzo energetico in pieno stile Nirvana ed è diventato una hit per i fan. Contiene una delle famose frasi che contribuiranno ad accrescere il mito della poetica di Cobain: “Rather be dead than cool”, preferirei essere morto piuttosto che famoso. Una convinzione che gli darà non pochi problemi di coscienza per essere diventato famoso e “commerciale”.

On A Plain viene lanciato come singolo promozionale ed ha sonorità più pop rispetto ai pezzi che lo precedono. Il testo va interpretato, come tutti gli altri, potrebbe essere la fusione di più poesie scritte nel corso degli anni da Kurt.

È uno dei brani più popolari della band, una vera pietra miliare. Il disco si conclude con una canzone molto singolare rispetto al repertorio del gruppo: Something In The Way viene registrato da Kurt su un divano dello studio di registrazione e ne cattura tutta la natura intimistica.

Il produttore ha più volte raccontato che la versione con tutta la band non ne restituiva la carica emotiva giusta, così quando Kurt si è messo a suo agio e ha cominciato a eseguire la canzone con una chitarra scordata, a Butch Vig è bastato solo accendere il microfono e registrare quella versione che poi finì nell’album

Successivamente sono stati aggiunti gli altri strumenti, tra cui un violoncello. Si racconta di un periodo in cui Kurt è stato cacciato di casa dalla madre e ha vissuto nei pressi di un ponte di Aberdeen, nei pressi del quale nel 2011 è stato aperto il “Kurt Cobain Memorial Park” e apposta anche una targa con il titolo del brano.

Dopo 10 minuti di silenzio si può sentire la traccia fantasma Endelss, Nameless, che è una sorta di improvvisazione piena di rabbia e frustrazione, incisa dopo una sessione fallimentare di Lithium, Kurt lascia andare libere le urla, quasi perde la testa, distruggendo letteralmente la chitarra e sancendo, così, la fine della jam session. Un’ottima chiusura di un disco immortale, irraggiungibile, irripetibile e senza tempo.

Edizioni Deluxe e Super Deluxe con contenuti extra imperdibili.

Come detto prima, Cobain quasi si scusò per aver pubblicato canzoni più orecchiali rispetto al suo standard, ma il mondo, dopo anni, ancora si dimostra riconoscente per un capolavoro che ha ispirato persone comuni, artisti e addirittura interi generi musicali negli anni a seguire.

Quando parliamo di Nevermind sappiamo che non si tratta solo della semplice pubblicazione di canzoni, ma di un sentimento di rivolta, di comunanza, di un legame a quell’unica voce che rivendica un mondo diverso a cui appartenere.

Rabbia, inquietudine e dolore non sono più dei tabù ed è giusto esternarli, viverli fino in fondo, svuotarli per potersene liberare definitivamente. La musica fa anche questo, il rock deve fare questo o non è più libertà e catarsi.

  1. Smells Like Teen Spirit 
  2. In Bloom 
  3. Come as You Are 
  4. Breed 
  5. Lithium – 4:17
  6. Polly – 2:57
  7. Territorial Pissings 
  8. Drain You 
  9. Lounge Act 
  10. Stay Away 
  11. On a Plain 
  12. Something in the Way
Smell of Grunge

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