ALICE IN CHAINS – SAP

“Andiamocene da questo cazzo di posto”

Il lampo che squarcia il cielo è che preannuncia una tempesta aveva un nome : eroina. La droga che avrebbe decimato i più talentuosi musicisti degli anni 90 fece la sua presenza sulla scena di Seattle nel 1982. La cocaina era un lusso e riservata a pochi.

Dieci anni dopo La città smeraldo sarebbe diventato il posto in cui trovare eroina era talmente facile quanto prendere un caffè nei bar di downtown. Questa droga trova terreno fertile in persone fragili, che hanno subito traumi dovuti ad un infanzia difficile o disagi di altro tipo, ma esistono anche persone che avendo avuto gli stessi problemi hanno reagito, combattuto, e ottenuto ciò che desideravano.

Layne avrebbe voluto essere all’altezza della sua famiglia materna, tutta gente laureata, realizzata e religiosa. Fin da ragazzo però si sentiva inadeguato a quello stile di vita che lo considerava lontano dal suo modo d’essere. Aveva dimostrato coraggio nel lasciare casa a quell’età e scegliere di andare a vivere in condizioni non certo agiate al Music Bank, dove a soli 17 anni, sprofondo’ in un abuso di alcol, droga leggera, acidi e qualche volta cocaina.

Dopo una tournée faticosa e promozionale dell’album “facelift” il Natale del 1990 fu differente per Layne, finalmente aveva qualche soldo in più e poteva contare sul calore della sua amata Demri. Riempirono di regali i familiari di entrambi. I due trascorsero delle festività serene, condite da sorrisi e battute distese, a casa dei genitori del cantante.

Jerry cantrell trascorse il Natale del 1990 in modo quasi normale, per la prima volta da quando sua madre era morta. Raggiunse sua nonna paterna, dove lo aspettavano suo fratello e sua sorella, ma sopratutto ritrovò il padre. Il chitarrista non aveva risolto del tutto i contrasti con quest’ultimo ma ci stava lavorando. La lieta riunione si concluse nei primi giorni del nuovo anno.

Jerry doveva raggiungere gli altri Alice in Chains e gli amici Soundgarden nel ranch di proprietà dello scrittore e regista Cameron Crowe e di sua moglie Nancy Wilson delle Heart. I coniugi avevano organizzato un capodanno speciale. Più che una festa, sembrò quasi una riunione tre vecchi amici. Chiusi in un cerchio con strumenti acustici e riscaldati dal fuoco del camino, che proiettava ombre sul muro, i membri delle varie band si immischiarono fra loro improvvisando vecchie cover folk e country. Ogni tanto, fra una pausa e un’altra, qualcuno faceva sentire un assaggio di una nuova canzone a cui stava lavorando. Questo era l’underground di Seattle, nessuna rivalità, solo semplice amore per la musica e l’unione fraterna.

Cameron crowe, nel 1991, iniziò a lavorare a una sceneggiatura in omaggio della comunità di Seattle. L’amicizia, la complicità, la voglia matta di sfogare in musica le sfortune esistenziali, rappresentavano gli ingredienti che servirono a far nascere quello che poi diventerà un film manifesto: SINGLES. La colonna sonora che ne seguì, fu una vera e propria gemma.

L’ 11 settembre 1991 gli Alice in Chains avrebbero raggiunto il disco d’oro con Facelift. Lo stesso anno parteciparono al Clash of the Titans, in compagnia di Slayer, Anthrax e Megadeth.

Quando si concluse questa massacrante tournée , Layne si diresse in centro a Queen Anne, dove ad aspettarlo c’era Demri Parrott, nell’accogliente abitazione affittata dopo il fidanzamento. Decisero di isolarsi dal resto del mondo, travolti dalla passione, condividendo speranze, e progetti. Il nostro desiderava sposarsi, costruire una famiglia e avere marmocchi che giravano per casa. Ma a questi bei propositi i fidanzati condividevano anche il male che forse li teneva uniti ma distanti : la droga.

4 febbraio 1992

Sean era agitato e sudato quando apri’ la porta dell’ufficio del management degli AIC. Aveva fatto un sogno. Non era un incubo ma una premonizione, in cui i nostri uscivano un EP acustico intitolato “SAP”. L’album fu rilasciato negli states a febbraio, e solo a maggio vide la luce in Europa.

Il lavoro è contraddistinto da un sound molto profondo. La dimensione unplugged si intreccia con scariche elettriche. “Brother” è scritta da Cantrell e parla della separazione dolorosa dal fratello, in seguito alla scomparsa della madre. Particolare è l’ospite illustre di Ann Wilson delle heart.


Alice In Chains – Brother

Got me wrong “ racconta una relazione complicata, specie quando una persona cerca di cambiare l’altra secondo una sua personale opinione di perfezione. Un esplosione il ritornello targato Staley.

Right turn” , la svolta giusta, gli ospiti sono Chris Cornell e Mark Arm per un pezzo fantastico che va in crescendo e che ipnotizza.

Am I inside” è l’unica con testo di Staley, ed è una traccia oscura con poche note di chitarra e piano. Il finale è perfetto perché viene nuovamente associata la voce della Wilson. Le parole utilizzate fanno percepire come Layne stia sprofondando nella tossicodipendenza. L’ultima traccia fa da “cuscinetto “, “love song” alleggerisce il lavoro,ed è interessante perché i nostri si scambiano ruolo e vede Layne alla batteria e Sean al microfono.

L’abuso di droga porto Layne a prendere la decisone di disintossicarsi, e scelse la stessa struttura in cui Andrew Wood si disintossico’ per l’ultima volta, il Valley General Hospital. Nel frattempo il gruppo era già a lavoro per rifinire il nuovo album che era iniziato durante le sessioni di SAP.

La musica era ancora l’unica medicina che potesse curare i malesseri di Layne Staley , la dea che potesse portarlo lontano dagli abusi. Decise di lanciarsi a capofitto nel nuovo lavoro. Uscito dalla clinica, Los Angeles stava chiamando, ed era giunto il tempo di rispondere, andare, correre ad incidere quello che sarebbe stato il capolavoro indiscusso degli ALICE IN CHAINS….

Altri musicisti
Ann Wilson – tracce 1 e 4
Mark Arm – traccia 3
Chris Cornell – traccia 3
Produzione
Rick Parashar – produzione
Eddy Schreyer – mastering
David Coleman – direzione artistica
Rocky Schenck – fotografia

4 Febbraio 1992

London Bridge Studios – Seattle

Smell of Grunge

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