29 Febbraio 2000 – Virgin Records

E penserai a come sarà il futuro, se riuscirai ad avere la stessa forza e intensità di affrontare i giorni, guardare il sole e accecarti mentre una nuova tempesta emotiva inonderà l’anima. Penserai al conto che ti presenterà colei che cammina nell’oscurità incappucciata, di quanto hai lasciato alle spalle e di come vorresti tornare indietro, viverti ogni respiro senza affanno e sorridere per tutto quel tempo sprecato a rincorrere un qualcosa che credevi esistesse ma che in realtà era solo un’illusione materializzata nell’istante : la felicità.
Ti asciugherai gli occhi mentre piangi lacrime di rassegnazione per aver finto di essere ciò che non sei, per aver sperato di essere accettato e compreso dal prossimo che invece in te vedeva solo un macchinario perfetto da sfruttare.
Ti rassegnerai e attenderai la fine, seduto su un promontorio guardando il vento autunnale che porta con sé le foglie sdradicate dagli alberi e trascina in un vortice le tue poche emozioni vere che ti sono rimaste attaccate con le unghie al tuo cuore, sarai privo di tutto, violentato da colei che detiene il destino : la vita.
Un albero spoglio ha pur sempre radici forti, che scricchiolano ma resistono al passare dei giorni, al quel trascorrere inesorabile del tempo che diventerà un labirinto dove non si esce facilmente, intrappolati da quella realtà che sarà sempre il più grande ostacolo da fronteggiare.

-machines of god-
Jimmy correva, aveva una voglia matta di ricominciare, il vento accarezzava i suoi capelli mentre dribblando il traffico cittadino si recava negli studi di registrazione dove ad attenderlo c’erano nuovamente i suoi amici di sempre. La tossicodipendenza era un problema superato, e quel veleno non doveva più entrare nella sua vita. Qualcuno o qualcosa aveva deciso che la sua esistenza non poteva finire cosi.
D’arcy era fuori gli studi con le mani in tasca e il volto abbassato, pensava e ripensava al suo passato, alle sbandate amorose, alla droga e a quello che effettivamente desiderava. Vivere di emozioni e non di rimpianti, respirare per credere che qualcosa di migliore può sempre accadere e si può sempre creare.
Lei non si sentiva più catturata dalle melodie e da quella musica che l’aveva formata negli anni, cercava nuovi stimoli che la allontanassero dai vizi che, in cuor suo già sapeva potessero tornare. D’arcy sognava di diventare attrice.
James interruppe i pensieri di D’arcy abbracciandola, sollevandola in aria dalla felicità, senza che lei corrispondesse nessuna emozione a quello che buffamente e anche un po’ goffamente stava accadendo, mentre da lontano Jimmy alzava invano una mano sorridendo, cercando di farsi notare dai due come un bambino spensierato che desiderava tanto rivedere coloro che gli erano sempre e comunque stati vicino.
James adagio’ sul suolo D’arcy e strinse prima la mano a Jimmy e dopo si alzò i jeans che gli erano scivolati un po’ giù e scatto’ ad abbracciarlo, mentre D’arcy si adagiò accanto al pilastro che dava sulla porta d’ingresso degli studi di registrazione lanciando un’occhiataccia ai due.
Mancava Billy che Arrivo’ dopo poco, mentre la band già stava provando in sala di registrazione.
La musica si arrestò e tutti si abbracciarono, tra sorrisi e battute, mentre l’occhio di billy fu catturato dalla freddezza di D’Arcy, non che le altre volte avesse espresso i suoi sentimenti, ma stavolta era davvero strana e del tutto diversa, era distaccata. Quando le prime giornate scorsero veloci tra prove e chiacchiere, billy decise di restare a fine sessione con D’arcy, voleva capire cosa stesse accadendo.
D’arcy gli confidò il suo sogno, un’altra sfida l’attendeva, quindi la sua decisione era quella di abbandonare il gruppo che ormai non sentiva più suo.
Si abbracciarono nel buio degli studi e non si parlarono più. I gesti e il silenzio che li accompagna valevano più di mille parole convenzionali e inutili.
Billy aveva già in mente chi dovesse prendere il suo posto nelle future esibizioni live……
29/02/00
Machina/the machine of god segna un netto cambio di stile rispetto al predecessore “Adore”, i suoni tornano nuovamente distorti, quasi a voler richiamare l’origine, infatti rappresenterà la perfetta chiusura di un ciclo iniziato al cabaret metro di Chicago, difficilmente dopo le zucche si ripeteranno su questi livelli, iniziarono ad affiorare con maggiore insistenza quelle melodie elettroniche che poi li accompagneranno fino ai giorni nostri, dove purtroppo hanno perso smalto e carica emotiva (almeno per i miei personali gusti).
Le tematiche di machina affrontano l’amore e la speranza, due divinità alle quali si aggrappa una rock band sull’orlo del baratro.
“Machina” rappresenta una vera e propria gemma che racchiude probabilmente il diamante di maggior valore a livello compositivo, vale a dire : “stand inside your love”, tanto da non far rimpiangere le sonorità perfette di “tonight tonight”.
L’apertura affidata alle chitarre roboanti di “everlasting gaze” sono da intro alle prime sei tracce che hanno poco da raccontare se non quello di avere la capacità di trasportarti nei luoghi che desidera il cuore, rimarcando il vero marchio di fabbrica delle zucche. la potenza di “HEAVY metal machine”, la stupefacente e mai banale “glass and the ghost children” e “would” chiudono 11 brani che rasentano la perfezione per chimica e legame sonoro.
La debolezza arriva alla conclusione, se “machina” fosse terminato così era un vero e proprio capolavoro, decidendo di allungarlo si perde un po’ di smalto. Quando tutto sembra finire ecco che si risale vertiginosamente con il pezzo “age of innocente”, delicato e forte, spiazzante e incisivo.
Dopo il lungo tour che vide al basso Melissa Auf de Maur, ex hole, gli Smashing pumpkins si separeranno, e ognuno prenderà strade differenti, ma non per molto.
Gish, siamese,mellon, adore e machina, rappresentano cinque album per sognare, cinque album per credere ancora nel respiro di quei ricordi passati che non ci lasceranno mai.
“ Se si sogna da soli, è solo un sogno. Se si sogna insieme, e’ la realtà che comincia”

Abbiamo passato la maggior parte del tempo a cercare di portare le canzoni il più lontano possibile in una particolare strada. Quindi, se doveva essere proto-cyber metal, abbiamo cercato di renderlo molto proto e molto cibernetico. Se era acustica, allora abbiamo cercato di non cadere negli aspetti tipici della ballata. È lì che abbiamo trascorso la maggior parte del nostro tempo. Le canzoni sono state probabilmente scritte in circa un giorno.
Band
- Billy Corgan – voce, chitarra, basso, tastiere, pianoforte, produzione
- James Iha – chitarra, basso
- D’arcy Wretzky – basso
- Jimmy Chamberlin – batteria
Luigi Gallo
Ciao sono Luigi Gallo e vivo in provincia di Napoli. Classe 1984 e laureato in Economia, da sempre ho una migliore amica che mi ha tenuto compagnia in qualunque istante della mia vita, la musica! All'età di dieci anni un fulmine cadde nella mia vita e portava un nome e cognome, Kurt Cobain. Da quel momento la mia "vita musicale" non è stata più la stessa e l'amore per il rock made in Seattle è... Leggi di più
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Grandissimo Luigi! ❤️
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