EPIFANIE SELVAGGE

Versi urbani punk rock

DOMENICO MUNGO

“Un viaggio sonico per parole e musica attraverso le epifanie di Kurt Cobain, il punk-rock, la Torino
antagonista degli anni ’90” Domenico Mungo

“Epifanie selvagge è un piccolo incanto in cui poesia, punk rock e atmosfere urbane si coniugano con la memoria per farci compiere un viaggio emozionale e ricordare ciò che, a causa di una fruizione orizzontale e iper commerciale a cui, in questi anni, ci hanno abituato per questioni di marketing, rischia a volte di essere dimenticato”.

Rumori metropolitani Notturni. Intermittenti. Un viaggio sonico per parole e musica attraverso le epifanie di Kurt Cobain, di Layne Staley, di Mark Lanegan e dei CCCP, il punk-rock, la Torino e la dimensione metropolitana degli anni ’90.

Cultura, controcultura musicale e narrazione urbana. Canzoni incise nella memoria. All’ombra della Mole, sotto i portici più lunghi d’Italia, con voce sincera, a tratti aggressiva e gridata, a tratti commossa del ricordo, in assonanza con i Nirvana e tutto il digrignare di chitarre distorte attorno nella difficoltà di crescere con amore in un mondo che si avvicina progressivamente al baratro.

Un’ opera rock in versi liberi. Concept di narrazioni sonore. Raccolta dei testi originali di BLACK MUNGO, progetto ideato, realizzato e condiviso dal 2016 da Domenico Mungo e Nino Azzarà, Punkrock StorytellingTorino – Progetto di Narrazione Elettromusicata dal vivo e di componenti sparsi in versi liberi.

estratto CAPITOLO II

Nearly Lost You – Screaming Trees Sweet Oblivion – Screaming Trees Would? – Alice in Chains

The Rooster – Alice In Chains. 17 febbraio 1993, Rolling Stone, Milano. Alice in Chains live special guest the Screaming Trees.

E quella sera erano attesi gli Alice in Chains, all’apice del tour del viscoso DIRT, uno degli album più oscuri della storia del rock. Un disco malato e maledetto.

gli Alice in Chains la voce disperata di una generazione di malati d’eroina spostati dagli acidi visioni strazianti lisergici poeti destinati alla putrefazione Alice in Catene una Ninfa tossica condannata alla pena eterna…

Layne salì sul palco illuminato da un sinistro cono di luce sulfurea tutt’intorno il lamento infernale dagli strumenti torturati in delirio

Cantrell il chitarrista lo doppiava nei cori sembrava sostenerlo tenendolo per il bavero dal precipitare nei continui abissi in cui la sua voce lo trascinava e vennero Them Bones e poi Angry Chair. l’autobiografica Sickman la viscosa Dirt

l’apoteosi fu Would? consumata come una fiamma troppo flebile sotto la inarcatura di un cucchiaino di brownsugar…

poi come un dardo acido The Rooster l’ultima tragica epifania del Dio Minore di Seattle

Enter ROOSTER

Staley inizia il suo malato salmodiare al culmine di uno straziante coro di Cantrell la sua voce trema e vibra più del solito più che nel disco più che nella sua topaia nella periferia di Seattle dove si rifugia per scrivere queste nenie funebri oscure pennellate poetiche meravigliose come la pioggia che bagna il tuo funerale ad un tratto la sua voce si spezza

e lui stramazza al suolo, trascinandosi dietro il microfono con un infinito larsen che sembra il lamento di un animale squartato microfono stampella che fino a quel momento lo aveva tenuto eretto fragile come un impiccato bello come un angelo nero e tutto all’improvviso implose su di lui.

Gli strumenti continuarono uno stordito giro a vuoto la batteria si ritrovò solitaria in mezzo ai feedback di chitarra e basso in dissolvenza,

le luci impietose nella loro bianchezza nel loro osceno candore nella loro maestosità che squarcia il dolore del buio si aprirono sul cadavere del cantante in putrefazione e noi

noi rimanemmo inebetiti fino a sopra il vagone dell’Intercity Milano – Torino che quella notte ci riportava tutti un po’ meno innocenti a casa.

booktribu.com

DOMENICO MUNGO

Docente di Lettere e Storia presso la scuola secondaria. Poeta, scrittore delle sottoculture urbane. Storico e saggista, collabora con le Università di Torino, Dresda, Parigi e Genova. Dirige con Nino Azzarà, il progetto BLACK MUNGO. È autore dei romanzi: Sensomutanti (Tirrenia Stampatori), Cani Sciolti (Boogaloo Publishing) tradotto in Germania. Avevamo Ragione Noi. Storie di ragazzi a Genova 2001 (Eris Edizioni). Per Miraggi Edizioni, Il Suono di Torino. Racconti Urbani con Colonna Sonora Punk e With Love. Epifanie di Kurt Cobain e di me nella Torino Musicale e Sociale degli anni Novanta. Romanzo Punk. Parole a forma di giglio. Raccolta Lirica sul Calcio Antico. Odi, Racconti Brevi ed Altri Sonetti. Prefazione di D. Pastorin. In Poesia: Avevate Ragione Voi (Zona Editore). La sua opera Meroni Blues. L’hanno Visto Giocare ha vinto la IXa Edizione del Premio Premio Letterario Nazionale Poesia Granata.

Giacomo Graziano

Appassionato di musica, siciliano classe 1976. Cresce a dischi e concerti rock con l'adorazione per la batteria che coltiva fin da bambino. Studioso del fenomeno musicale e culturale degli anni '90 crea Smell Of Grunge, blog e collettivo alternativo che affonda le sue radici nella scena di Seattle, protagonista della rivoluzione musicale più esaltante mai prodotta da una singola città. Collabora... Leggi di più

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